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Stendere dentro causa...

Innanzitutto cos’è la muffa?

Le muffe sono un tipo di funghi pluricellulari, capaci di ricoprire alcune superfici sotto forma di spugnosi miceli e solitamente si riproducono per mezzo di spore. Per quanto riguarda le abitizioni, la muffa si presenta in determinate e favorevoli condizioni di umidità e di temperatura. Trova il suo ambiente con una temperatura intorno ai 13-16° C, localizzandosi solitamente in alcuni angoli, dietro ad alcuni mobili o lungo i pavimenti. Si identifica sottoforma di puntini neri che si possono togliere con uno straccio imbevuto di candeggina ma non eliminando a fondo il problema.  Ricordiamo,infatti,che come tutti i funghi (compresi quelli che si mangiano) la muffa si diffonde tramite le spore che vengono rilasciate nell’ambiente. È  in grado di resistere anche a condizioni difficili e di colonizzare diverse superfici: in casa, i muri, i tessuti e le superfici in legno. Negli ambienti domestici quelle più diffuse sono l’Alternaria, più di frequente presente in bagno o in cucina dove ci sono getti d’acqua (docce e lavandini), l’Aspergillus, il Cladosporium, più su tessuti e legno e il Penicillium.

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Da dove possono arrivare queste muffe?

Alcune muffe, come l’Alternaria e il Cladosporium, sono presenti sul terreno in quanto coinvolte nei processi di decomposizione di foglie, piante o frutti e inducono sensibilizzazioni allergiche.  Altre muffe,invece, sono presenti tutto l’anno specialmente in ambienti umidi e poco ventilati, come l’Aspergillus e il Pennicillum che possono invadere carte da parati, filtri di condizionatori e umidificatori d’aria. Un’ abitudine domestica molto diffusa è lo stendere e asciugare la biancheria in casa soprattutto durante i mesi invernali con temperature molto fredde e giorni piovosi. Se non si dispone di una asciugatrice elettrica o a gas in casa, l’unica alternativa possibile infatti per avere vestiti puliti è proprio quella di stenderli in casa e magari approfittare del calore dei termosifoni. Niente di più sbagliato. In realtà si tratta di una soluzione molto dannosa.  Secondo una ricerca condotta dal professor David Denniga del National Aspergillosis Center di Manchester, in Inghilterra, l’acqua contenuta nei panni ancora bagnati che vengono stesi in casa è fonte di tante controindicazioni molto pericolose per il benessere degli individui ma anche per la casa stessa. A destare molta preoccupazione è il fatto che questa pratica apparentemente innocua sia una delle cause possibili della proliferazione di un ceppo batterico, denominato fungo Aspergillus Fumigatus.Una lavatrice media di panni bagnati, secondo gli studi elaborati dal professor Danning, corrisponde a quasi due litri di acqua. In una stanza di medie dimensioni quest’acqua si disperde evaporando ed è così che stimola la proliferazione del fungo garantendone le condizioni di sopravvivenza.                                                                                     

In sintesi, la muffa sui muri si forma per almeno 6 motivi:

  1. Muri freddi rivolti all’esterno e pilastri in cemento armato non perfettamente isolati.
  2. Umidità di risalita in stanze al piano terra o seminterrati.
  3. Biancheria umida messa ad asciugare all’interno specialmente nella stagione fredda.
  4. Eccesso di acqua nelle piante che tieni in casa.
  5. Eccessivo isolamento della stanza (ad esempio nuovi serramenti a doppio e triplo vetro ad isolamento totale).
  6. Vapore acqueo prodotto dall’uomo che va a depositarsi sulle pareti (ogni adulto ne produce circa tre litri al giorno). Logicamente non vi chiedo di non respirare per combattere la muffa dai muri.

 

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