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Stendere fuori causa...

Il termine smog è nato negli anni ‘50 dalla fusione di smoke e fog per descrivere l’atmosfera invernale di Londra, in cui la nebbia si mescolava ai fumi derivanti dall’estensivo uso di carbone, sia per scopi industriali che per il riscaldamento domestico.

Si possono tuttavia distinguere due tipi di smog con caratteristiche differenti:, essi sono chiamati, rispettivamente, smog tipo Londra (o classico) e smog tipo Los Angeles (o fotochimico) dal nome delle città in cui questi tipi di smog si sono presentati in maniera caratteristica.

 

LO SMOG CLASSICO

Lo smog classico è dovuto all'azione di biossido di zolfo e particolato nelle ore prossime all'alba in condizioni di bassa insolazione, bassa velocità del vento, temperatura prossima a 0°C (stagione autunnale ed invernale).

Esso si forma per il ristagno nell'atmosfera delle particelle solide e dell'anidride solforosa prodotti dalla combustione, a seguito di condizioni meteorologiche favorevoli all'instaurarsi dei fenomeni di inversione termica.

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LO SMOG FOTOCHIMICO

 Lo smog fotochimico è dovuto, invece, all'azione di ossidi di azoto (NOx), ossido di carbonio (NO), ozono (O3) ed altri composti organici volatili sotto l'azione della radiazione solare.

Lo smog fotochimico si verifica in estate nelle ore centrali della giornata in presenza di alta insolazione, bassa velocità del vento, temperatura superiore a 18°C.

Per l'innesco di un processo di smog fotochimico è necessaria la presenza di luce solare, ossidi di azoto e composti organici volatili, inoltre, il processo è favorito dalla temperatura atmosferica elevata. 

Rispetto allo smog classico, quello fotochimico è caratterizzato da un'attività chimica molto più intensa e presenta una complessa catena di reazioni che hanno luogo sotto l'effetto della luce.

Questo tipo di inquinamento rappresenta un problema per la salute dell'uomo, degli animali e delle piante. Infatti, queste ultime, avendo un organo come quello fogliare con un rapporto superficie/volume molto elevato, assorbono, attraverso le aperture stomatiche, una ingente quantità di inquinanti gassosi.

Comunque, nonostante il gran numero di sostanze chimiche pericolose presenti, lo smog fotochimico non ha provocato effetti acuti così drammatici come lo smog classico che, durante gli episodi più gravi, ha causato migliaia di morti in eccesso rispetto ai valori normali. I principali effetti dello smog fotochimico sono una forte irritazione agli occhi e difficoltà nella respirazione.

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Per quanto riguarda i panni, d'inverno finiscono di seccare su stendini posizionati accanto ad un termosifone mentre d'estate è più facile cedere alla tentazione di stenderli sul balcone per vederli asciutti nel giro di qualche ora.

Entrambi i metodi di asciugatura, nascondono però delle insidie : il primo, la possibilità che i capi sviluppino muffe poco salutari e cattivo odore che si diffonde anche in casa, il secondo, problemi di igiene e cura, dovuti allo smog che imperversa all'esterno, agli escrementi dei piccioni, ai raggi solari troppo intensi che possono scolorire i tessuti.

 

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